Il business dei parcheggiatori abusivi

Avevano messo in piedi una vera e propria attività commerciale gli 8 parcheggiatori abusivi accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di estorsioni e che stamattina si sono visti notificare la misura cautelare del divieto di dimora in Campania emessa dal GIP di Napoli. Dalle indagini, effettuate utilizzando il sistema di videosorveglianza installato su via Sedili di Porto, è emersa una vera e propria organizzazione che si è impadronita degli spazi di sosta e ne ha ricavati di nuovi in prossimità delle fermate Anm e dei cassonetti della spazzatura. Gli 8 denunciati imponevano a chi parcheggiava il pagamento di una somma variabile in base ai tempi di permanenza. Il tutto era organizzato in maniera aziendale, addirittura erano previsti dei veri e propri turni di lavoro, studiati in maniera da efficientare il servizio e massimizzare i profitti. Gli introiti venivano gestiti attraverso l’accumulo in un’unica casse dei proventi dei vari turni e dividendo poi il tutto con scadenza regolare. Sono stati ricostruiti, grazie alle testimonianze delle vittime, almeno 27 casi di estorsione che avvenivano attraverso vere e proprie vessazioni ed intimidazioni. 
Il parcheggiatore abusivo a Napoli è ormai diventato parte integrante del paesaggio urbano di ogni quartiere. Dal Vomero a Chiaia, da San Giovanni a Bagnoli, passando per il Centro Storico, nei pressi della Questura, del Comune, della Regione. Ovunque in città ci sia l’esigenza di parcheggiare appaiono personaggi più o meno loschi che impongono il pagamento di un obolo. La richiesta avviene spesso sotto forma anche non velata di minaccia, o paghi oppure rischi di subire o un danno al mezzo di trasporto o il furto. Il tutto avviene nell’indifferenza delle istituzioni a tutti i livelli e sotto gli occhi ormai assuefatti dei cittadini. Molti vicoli sono stati trasformati in proprietà privata di chi ha deciso di iniziare a lanciarsi in un’attività che, seppur illegale, viene tollerata fin troppo. Tra i parcheggiatori più intraprendenti c’è chi ha studiato dei nuovi servizi aggiuntivi da offrire ai clienti/vittime, dalla possibilità, per i motociclisti, di lasciare il caso, alla pulizia dell’auto fatta con dovizia. In molti si sono convinti che il fenomeno dei parcheggiatori abusivi sia ormai un cliché capace di mettere in luce la creatività dei napoletani, ma la realtà ci riporta invece ad un’immagine diversa.L’abusivismo è un business che muove flussi economici enormi, attorno al quale si creano vere e proprie associazioni a delinquere e se un pezzo di territorio viene gestito illegalmente da qualcuno, può passare nell’indifferenza dello Stato ma non certo della camorra che sulle laute entrate dei parcheggiatori lucra, gestisce e decide. Oltre a muovere un flusso di denaro enorme l’abusivismo tocca una fetta grossa della popolazione, e quindi significa consenso. Combatterlo diventa difficile se non addirittura cotroproducente per la politica che deve misurarsi con il consenso cittadino.La denuncia delle 8 persone e la misura cautelare che hanno ricevuto potrebbe invece aprire una nuova stagione di lotta all’abusivismo che potrà giovarsi delle nuove tecnomologie. Con la videosorveglianza però è diventato impossibile chiudere gli occhi. Si potrebbe aprire una stagione che faccia tornare alla normalità una città che oggi vive un’estorsione quotidiana come una cosa accettabile e che ripristini il diritto di ogni cittadino a poter parcheggiare senza essere taglieggiato da nessuno.

di Claudio Mazzone

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